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Elezioni Comunali, l’assurda vittoria dell’astensionismo

astensionismo

Le elezioni comunali degli ultimi anni  hanno segnato una progressiva vittoria dell’astensionismo. Un dato che evidenzia un disorientamento di parte dell’elettorato e su cui è necessaria una riflessione.

Abbiamo analizzato le ultime cinque tornate elettorali, dal 1993 ad oggi. Le elezioni del 1993 e 1997 hanno registrato un astensionismo intorno al 16,7%, 1047 VS 1261 astenuti rispettivamente. La differenza di numeri è legata all’incremento demografico. Molte nel 1997 le schede bianche, 201.

Il 2001 è l’anno che segna il maggior interesse elettorale. Giuseppe Capasso, al secondo mandato, cede il posto a Silvio Carpio che ottiene 3488 preferenze, 52,73% e 6 seggi, seguito dalla coalizione di Dimitrios Chalkiadaskis, 40,24% con 5 seggi. La percentuale di votanti è elevata: si recano alle urne 6867 cittadini su 7708 aventi diritto (89,09%)

Le due ultime tornate elettorali segnano invece un’inversione di tendenza. Nel 2006 la percentuale di votanti si abbassa all’ 80,84% ed arriva al 71,63% nel 2011, un picco di astensionismo quest’ultimo elevatissimo: 2149 aventi diritto non si recano al voto. Viene spontaneo chiedersi come mai. La risposta probabilmente è da ricercare nei numeri e nelle dinamiche politiche di quegli anni. Nel 2006 Giuseppe Capasso, cui Silvio Carpio cede nuovamente il testimone, con la sua coalizione di liste civiche ottiene 3107 preferenze (50,75%). A contendergli la poltrona di sindaco Salvatore Sannino che, a capo sempre di una lista civica, raccoglie 2629 consensi (49,94%) e 5 seggi. Dopo pochi mesi Sannino decide di passare dalle fila dell’opposizione a quelle della maggioranza con il ruolo di vice Sindaco ed entra così a far parte della giunta Capasso.

Alle elezioni del 2011 la situazione è estremamente confusa. Restano fuori nomi noti ed una parte di elettorato, probabilmente quella che nel 2006 aveva sostenuto indirettamente S. Sannino, non si riconosce appieno nella nuova opposizione costituita dai due schieramenti di Gennaro Manzo e Natale di Bernardini. Capasso incrementa così i suoi numeri con 3941 voti (8 seggi) – agli elettori storici si sommano quelli di S. Sannino, in lista con il sindaco uscente – mentre Manzo ne racimola 840 (3 seggi) e Di Bernardini 513 (1 seggio). 2149 votanti preferiscono astenersi. Rispetto al 2006 il numero si incrementa notevolmente.

Un dato drammatico che può però agevolare chi saprà costruire una valida alternativa per la gestione del paese. Un cospicuo numero di cittadini, evidentemente sfiduciato dalle bizze della politica, non si sente adeguatamente rappresentato ed attende un nuovo corso che restituisca a San Sebastiano al Vesuvio il decoro e la vivibilità di un tempo, ormai ricordi lontani. L’astensionismo non può e non deve vincere ancora.

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