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Ercolano: stesso luogo, stesso periodo, stessa indifferenza

Ennesimo rogo in via Novelle Castelluccio ad Ercolano, Parco Nazionale del Vesuvio. Come consuetudine e come già accadeva da settimane, si ripetono i roghi tossici nell’indifferenza più totale. IL VIDEO L’aria è acre in via Falconi a San Sebastiano al Vesuvio e le luci del traffico domenicale sono filtrate dal fumo che si espande fino al centro del paese vesuviano. Carico un amico in auto e andiamo là dove già immaginiamo che possa esserci un incendio, poiché l’odore è quello inconfondibile della plastica bruciata e dei roghi di rifiuti, ed ormai sappiamo bene dove viene perpetrato questo reato. Risaliamo la via, affollata di

1944: CRONACHE DELL’ERUZIONE

San Sebastiano al Vesuvio e i paesi vesuviani nelle cronache dell'eruzione del marzo 1944. Sulla linea di quanto già detto nel precedente articolo focalizziamo ora l'attenzione sui centri abitati di San Sebastiano e Massa di Somma, colpiti della colata lavica nell'ultima eruzione vesuviana. I due centri, rispetto agli altri paesi colpiti, sono quelli, che nella sfortuna del cataclisma, hanno ottenuto maggiore attenzione e non solo dalla stampa ma anche dalla letteratura e su tutti spiccano i nomi di Norman Lewis e Curzio Malaparte che in Napoli “44 e ne La Pelle, lasciano pagine memorabili di quegli eventi e di quei luoghi.

MARZO 1944

Un analisi delle cronache dell'epoca, per intendere i fatti che videro protagonista il Vesuvio e la sua gente settantatré anni fa. Abbiamo deciso di ripercorrere, a più di settant'anni dall'ultima eruzione, i fatti che la contraddistinsero, facendo una sorta di cronistoria degli eventi che nel marzo del 1944 colpirono il Vesuviano. Abbiamo deciso di seguire, attraverso la cronaca dei giornali dell'epoca, la furia del Vulcano; le passioni e le vicissitudini di chi visse, in quei frangenti, lo scontro tra natura e storia, quelli che furono posti da quest'ultima in quarta pagina, perché le notizie di una guerra ancora in atto non permettevano

San Gennaro, il miracolo del sangue che fermò il Vesuvio

Oggi, 19 settembre, è il giorno di San Gennaro, principale patrono della città di Napoli. La festa, che coinvolge l'intera popolazione, ha il suo fulcro nel Duomo cittadino dove sono conservate le ossa del Santo e due ampolle contenenti il suo sangue, per l'occasione esposte alla venerazione dei fedeli. Tutti attendono trepidanti il miracolo della liquefazione del sangue, cui è associato l'auspicio di "buona sorte" per l'interà città. L'evento si ripete altre due volte nel corso dell'anno, la prima domenica di maggio, mese della Madonna, ed il 16 dicembre. Quest'ultima data è legata al rapporto del Santo con il minaccioso

Il Gran Cono

La visita al Gran Cono del Vesuvio è una delle esperienze più belle che un turista in giro per la Campania possa fare. Nonostante il senso diffuso di abbandono ed il degrado dilagante, la natura generosa ed il paesaggio frastagliato e mai banale, la vista persa nel blu dell'orizzonte con Napoli addormentata e Regina, continueranno a stupire al punto da mitigare rabbia e malumore, inevitabili per chi percepisce le enormi potenzialità inespresse e soffocate dell'area. In auto si può raggiungere il sentiero del Gan Cono, numero 5 del Parco Nazionale del Vesuvio, percorrendo l'autostrata A3 in direzione Salerno. E' possibile uscire ad Ercolano,

Vesuvio e vesuviani – Intervista a Giovanni Gugg

Quello per il Vesuvio non è solo interesse professionale. Dai suoi numerosi saggi sul tema del rischio connesso alla presenza del vulcano, emerge una profonda passione per l’intera area vesuviana che trova nel "Formidabil Monte" fermento e vita. Il suo percorso formativo all'ombra del Vesuvio è legato fortemente a San Sebastiano, meta privilegiata di indagine. Qui ha vissuto per alcuni mesi, durante i quali ha realizzato una ricerca antropologica sul territorio, raccogliendo interviste e memorie. Uno studio minuzioso, condotto con occhi curiosi e vigili, registratore e fotocamera alla mano, poi confluito in una tesi dottorale che racconta dei sansebastianesi e di cui, paradossalmente,

Il sentiero n.3 – Il Monte Somma

  Autore Immagini e Testo Ciro Teodonno Nome Sentiero Il Monte Somma Numero Sentiero 3 Colore Identificativo Verde Distanza 12,2 km Dislivello 500 m Tempo di percorrenza medio 9,30h Difficoltà Alta/EE CAI Traccia KML Download Il sentiero n.3, "il Monte Somma". Tra corvi e poiane e con la testa tra le nuvole ma non troppo! In cima all'antico e scosceso cratere nel rispetto della natura e della tradizione. Ufficialmente il percorso n°3, quello che conduce in vetta al Monte Somma, precisamente su Punta Nasone (m.1.131 slm.) ha inizio ad Ercolano, dalla cosiddetta strada del Vesuvio, via Contrada Osservatorio o, se vogliamo essere più precisi dalla Strada Provinciale del Vesuvio, oggi condivisa col comune degli Scavi che la amministra da quota

Processione Di San Sebastiano Martire 2016 – Il Video

 Anche quest'anno ci siamo cimentati nel raccontare, per mezzo di un video, i momenti salienti della Processione di San Sebastiano Martire che si è tenuta la scorsa domenica 24 gennaio (cfr. Festa di San Sebastiano). Condensare un evento di quasi 6 ore in venti minuti, si è rivelata un'impresa piuttosto ardua. Ogni pausa merita la sua attenzione, così come i tanti luoghi attraversati durante il cammino. Si è scelto tuttavia, per non rendere la visione noiosa e dar conto allo scorrere del tempo, di privilegiare alcune immagini, dando spazio, in particolare, a quanto trascurato nei contributi video degli anni precedenti. Occorre innanzitutto

Il sentiero n.2 – Lungo i Cognoli

Autore Immagini e Testo Ciro Teodonno Nome Sentiero Lungo i Cognoli Numero Sentiero 2 Colore Identificativo Blu Distanza 11,5 km Dislivello 500 m Tempo di percorrenza medio 7h Difficoltà Medio-Alta/EE-CAI Traccia KML Download Il sentiero n°2 dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, denominato “Lungo i Cognoli”, inizia da Ottaviano così come il sentiero numero uno. Ovviamente, come per gran parte dei sentieri, esistono deviazioni, alternative e, come ogni luogo vivo vuole, ingressi “secondari”. Lasciando a voi la libera iniziativa, ma consigliandovi vivamente di seguire i tracciati ufficiali e di non avventurarvi lungo percorsi a voi sconosciuti e dalla dubbia sicurezza, c’incamminiamo quindi verso questo nuovo itinerario. Segnavia del n°2 La sua durata approssimativa (soste, numero dei partecipanti e preparazione atletica influiscono

Rischio Vesuvio, in primavera le prove di fuga

La presenza del Vesuvio, emblema e simbolo del territorio campano, comporta inevitabilmente un rischio per l'ampia area, densamente popolata, da esso sottesa. Il nostro vulcano, venerato fin dall'antichità per i minerali rilasciati nel suolo, che rendono fertili le terre ed uniche le colture ospitate alle sue pendici,  è uno dei più pericolosi al mondo. Non c'è altro da fare che prenderne atto, sostituendo al fatalismo la consapevolezza che la convivenza è possibile, ma richiede coscienza e preparazione. Nel mese di dicembre si è finalmente usciti dal torpore dilagante, almeno per quel che ci riguarda, grazie alla presentazione del Piano di Emergenza

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