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Commenti al veleno, il Parco delude

E' ormai abitudine diffusa passare del tempo, in alcuni casi fin troppo, sui social. Sfogliando bacheche e leggendo distrattamente post qua e là, ci si tiene informati e spesso si soddisfa la naturale propensione al pettegolezzo di ognuno di noi. Tra i post della mia bacheca noto con piacere alcuni messaggi e video pubblicati dalla pagina ufficiale del Parco Nazionale del Vesuvio e dal suo Presidente Agostino Casillo. Le ruspe sono a lavoro sul sentiero n°9 con l'obiettivo di riqualificarlo e renderlo nuovamente fruibile al grande pubblico che in massa si reca negli ultimi anni in visita al Gran Cono ed

Il Vesuvio col senno di poi

Riflessioni ex post di un attivista. Le fiamme sul Vesuvio, temute da molti già dallo scorso inverno LEGGI si sono puntualmente presentate con il loro drammatico conto; le operazioni di spegnimento, soprattutto per quel che riguarda il lavoro a terra, sono state effettuate con notevole ritardo e in situazioni ormai, tanto avanzate, da essere, in certi casi, quasi inutili o pericolose. Solo quando gli incedi vesuviani sono diventati un caso nazionale e forse qualcosa in più, solo allora, il governo centrale, nella persona del ministro dell’Ambiente, si è degnato di recarsi sul posto per rendersi conto della situazione o magari tutelare semplicemente il

San Sebastiano, il fuoco si allontana

Ieri è stata un’altra giornata campale ma allo stesso tempo anche da ricordare e bisognerà farlo non solo per l’eccezionalità dell’evento in cui ci siamo visti vittime e protagonisti al contempo, ma per avere posto un punto di rifermento fisso per il nostro futuro di cittadini vesuviani. Giovedì mattina, la giornata non poteva iniziare peggio, quattro ore di sonno all’attivo e senza aver accocchiato nulla con l’articolo da spedire; fumo acre e allusivo di guai in vista in un’aria fetente, fetente comme ‘o mal ‘e capa ca tenevo. Elicottero tra Massa e S.SebastianoCerco di riprendermi, un ultimo sguardo all’articolo e lo invio alla redazione senza più pensarci.

Incendi sul Vesuvio: cronaca di un giorno infausto

La cronaca della distruzione di un patrimonio ambientale e la tragedia umana di chi ha perso casa e averi, in quello che possiamo definire il più vasto incendio dal ’44 ad oggi. Svegliarsi la mattina con l’amaro in bocca per quel che si è respirato ma soprattutto per quel che si è visto e sentito il giorno prima, e guastarsi la giornata ancor di più affacciandosi al balcone e vedere che l’inimmaginabile si stava avverando, ha un che di sfiancante e deprimente. Il Vesuvio, da casa mia a San Sebastiano, lo si può vedere nella sua completezza a fare il paio col

Vesuvio: l’inferno continua

Ancora fiamme nel Parco Nazionale del Vesuvio, ancora una volta l’impegno di uomini e mezzi impegnati su più fronti non è sufficiente a scongiurare ciò che si prospetta essere un altro disastro. Ore 14.00 di un torrido pomeriggio estivo, tutto sembra calmo quando all’improvviso scoppia l’incendio. Da via Vesuvio ad Ercolano, all’altezza del ristorante Casa Rossa, alimentato dal vento, il fuoco si sposta a monte, i focolai sono tanti e se ne creano sempre di più alimentati dall’arida sterpaglia. Le fiamme raggiungono in poco tempo l’agriturismo Il Sentiero, i proprietari, intenti a pranzare si vedono all’improvviso circondati dalle fiamme che però riescono

Somma Vesuviana, preoccupante incendio in area parco

Nuova giornata infernale nel Vesuviano, roghi a Torre del Greco e Sant’Anastasia ma soprattutto è ancora il Monte Somma ed il Parco Nazionale del Vesuvio a bruciare. Complice l’arsura di questo torrido mese di giugno, il forte vento, una siccità che non si ricordava da anni ed un’incuria dei boschi, oramai atavica, ma a bruciare è ancora una volta il Parco Nazionale del Vesuvio. Questo pomeriggio le fiamme sono divampate a monte del santuario di Santa Maria a Castello nel comune di Somma Vesuviana, lambendo le mura di una villetta ma senza creare danni a questa per il pronto intervento e

Terra bruciata

Da domenica scorsa la terra vesuviana brucia ancora, ed anche stavolta, i mezzi messi in campo pare siano stati insufficienti e poco organizzati per far fronte ad un evento, più che annunciato, imminente. Ogni anno e soprattutto in quel di Ercolano si attua il rogo selvaggio e stavolta, vento e siccità hanno fatto la loro parte, dando man forte a chi voleva occultare i rifiuti o speculare sulle bonifiche. Ancora una volta quindi, vien da chiederci, dove fossero le istituzioni. Quelle che amano tanto presenziare alle giornate ecologiche, e quelle che preferiscono partecipare ai “Food Festival” mentre le eccellenze vesuviane

Ercolano, ancora fuoco alle Lave Novelle

Non facciamoci infinocchiare con droni, telecamere ed esercito, chiediamo politiche economiche serie che permettano, a chi vuole realmente uscire dal sommerso, di farlo e punire chi in maniera recidiva e dolosa vi permane. Questa è la semplice ma impopolare soluzione al problema della Terra dei fuochi. Sinceramente non sappiamo più cosa dire sull’argomento, se non riportare la cronaca degli avvenimenti. Pensiamo ormai di aver detto tutto, dopo i circa 10 anni fatti de denunce alla procura di Napoli e a mezzo stampa su questo giornale, abbiamo le idee fin troppo chiare su quello che c’è stato e che c’è ancora nella

Ercolano: stesso luogo, stesso periodo, stessa indifferenza

Ennesimo rogo in via Novelle Castelluccio ad Ercolano, Parco Nazionale del Vesuvio. Come consuetudine e come già accadeva da settimane, si ripetono i roghi tossici nell’indifferenza più totale. IL VIDEO L’aria è acre in via Falconi a San Sebastiano al Vesuvio e le luci del traffico domenicale sono filtrate dal fumo che si espande fino al centro del paese vesuviano. Carico un amico in auto e andiamo là dove già immaginiamo che possa esserci un incendio, poiché l’odore è quello inconfondibile della plastica bruciata e dei roghi di rifiuti, ed ormai sappiamo bene dove viene perpetrato questo reato. Risaliamo la via, affollata di

Il sentiero n° 9 “Il fiume di lava”

  Autore Immagini e Testo Ciro Teodonno Nome Sentiero Il Fiume di lava Numero Sentiero 9 Colore Identificativo Malva Lunghezza 1,039 km (A/R) Dislivello medio 25 m Tempo di percorrenza medio 1h (A/R) Difficoltà E-CAI (escursione semplice) Traccia gpx Download*   Per accedere al sentiero numero nove si può seguire lo stesso itinerario che da San Sebastiano al Vesuvio ci conduce al numero otto. Un’alternativa può essere invece quella di entrare dall’ingesso  che  il  percorso  ha  sulla strada provinciale (a quota 572 m), più o meno all’altezza dell’Osservatorio e di ciò che rimane dell’Hotel Eremo (c’è un ristorante in disuso e un uno spiazzo utile come parcheggio nelle immediate vicinanze).  Da  qui,  in discesa, raggiungiamo facilmente il piccolo spiazzo, corredato di segnaletica (semidistrutta

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